11 Giugno 2013

Il Papa: la grazia che fa amare la povertà e la lode del Signore

Il Papa: la grazia che fa amare la povertà e la lode del Signore
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«La predicazione evangelica nasce dalla gratuità, dallo stupore della salvezza che viene e quello che io ho ricevuto gratuitamente, devo darlo gratuitamente». Così Papa Francesco nella Messa dell’11 giugno in Casa Santa Marta. Un annuncio, ha affermato il Pontefice, che il Signore «vuole che si faccia con semplicità»; quella semplicità «che lascia posto al potere della Parola di Dio». «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date», parole di Gesù che secondo il Papa sono «parole-chiave»: «quando noi vogliamo fare in una modalità dove la grazia» viene «un po’ lasciata da parte, il Vangelo non ha efficacia». Il Regno di Dio, ha proseguito, «è un dono gratuito […]. E quali sono i segni di quando un apostolo vive questa gratuità? Ce ne sono tanti, ma ne sottolineo due soltanto: primo, la povertà […]: non ho ricchezze, la mia ricchezza è soltanto il dono che ho ricevuto, Dio. Questa gratuità: questa è la nostra ricchezza!». La povertà, che deve caratterizzare la Chiesa, «ci salva dal diventare organizzatori, imprenditori […]. Si devono portare avanti le opere della Chiesa, e alcune sono un po’ complesse, ma con cuore di povertà, non con cuore di investimento o di un imprenditore».

L’altro segno «è la capacità di lode: quando un apostolo non vive questa gratuità, perde la capacità di lodare il Signore». Lodare il Signore, infatti, «è un’orazione gratuita: non chiediamo, soltanto lodiamo». «Questi due sono i segni del fatto che un apostolo vive questa gratuità […] E quando troviamo apostoli che vogliono fare una Chiesa ricca e una Chiesa senza la gratuità della lode, la Chiesa invecchia, la Chiesa diventa una ong, la Chiesa non ha vita. Chiediamo oggi al Signore la grazia di riconoscere questa gratuità […], quel dono di Dio. E anche noi andare avanti nella predicazione evangelica con questa gratuità».

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