2 Dicembre 2014

Il chiostro di Monreale, anticipo di cielo

di Paolo Mattei
Il chiostro di Monreale, anticipo di cielo
Tempo di lettura: 2 minuti

Il Chiostro di Monreale fu edificato, insieme a tutto il complesso del Duomo, per volere di un uomo buono. «Vita e forza del popolo, salvezza dei miseri, dei poveri, dei viandanti, fortezza dei lavoratori»: così lo descrive il cronista Riccardo di San Germano.

 

Quest’uomo era Guglielmo II, re di Sicilia dal 1166 al 1189, anno della sua morte. Anche Dante ne parla nel “Paradiso” alludendo all’amore di Dio nei suoi confronti: «Ora conosce come s’innamora / lo ciel del giusto rege, e al sembiante / del suo fulgore il fa vedere ancora»: ora guarda come il Cielo s’innamora del re giusto, e con la vivezza della Sua luce lo fa anche vedere.

 

Realizzato a partire dal 1174, il Chiostro di Monreale è un edificio romanico, uno dei più raffinati del XII secolo e tra i meglio conservati nel mondo. La pianta è quadrata – ogni lato misura 47 metri – e gli archi ogivali del portico sono sostenuti da meravigliose colonne binate, ornate con arabeschi e mosaici. Al centro del complesso, una fontana getta l’acqua attraverso una colonna a forma di fusto di palma.

 

Il chiostro, secondo Guglielmo Durante, vescovo francese vissuto nel XIII secolo, è «immagine del Paradiso celeste, dove avremo un unico cuore nella volontà e nell’amore di Dio».

 

Per Guglielmo II di Sicilia, che tutti chiamavano “il Buono”, e per molti che lo hanno visitato, questo chiostro è stato un piccolo anticipo di Cielo.

 

(da Italianways)

 

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