7 Dicembre 2017

Il miracolo di Empel

Il miracolo di Empel
Tempo di lettura: 4 minuti

La Chiesa l’8 dicembre celebra la solennità dell’Immacolata concezione della Vergine Maria, dogma che la Chiesa ha riconosciuto e proclamato nel 1854.

Tanti i modi per ricordare tale solennità. La storia che ci è stata raccontata in questi giorni è alquanto inusuale e legata a una particolare occupazione, che per alcuni è lavoro, ovvero la creazione di soldatini e la loro pittura, che diverte e appassiona tanti nel mondo, non solo i collezionisti.

Un’occupazione bambina, che per questo incontra la nostra simpatia, noi che come tanti siamo cresciuti tra le battaglie più o meno impossibili di soldatini di varia natura, dalle miniature più modeste, con volti e movenze abbozzate, a quelle più ricercate tra quelle modeste, che allora, almeno per tanti, erano quelle vendute dalla Airfix.

La storia che raccontiamo è legata proprio al mondo dei soldatini, o figurini come si chiamano quelli dipinti per collezione, ed stata raccontata in maniera particolare, attraverso un plastico, o display in termine tecnico,  da quello che è forse il più importante artista del mondo di quest’arte per appassionati, Danilo  Cartacci.

Il plastico che riportiamo mostra dei soldati spagnoli attenti a guardare un’immagine della Madonna. Un’immagine particolare, quella appunto dell’Immacolata concezione. Che rimanda a un fatto davvero accaduto, nei Paesi Bassi, durante la guerra degli ottant’anni, quella combattuta per il destino delle Fiandre spagnole.

Scarna la storia, che ricorda come un contingente spagnolo, tre-quattromila soldati, inviato a sedare la rivolta delle Fiandre (allora appartenenti alla Corona spagnola), si fossero accampate a Bommelerwaard, cosiddetta regione dei fiumi, in attesa di sferrare l’attacco al nemico. Correva l’anno 1585.

Una mossa alquanto controproducente: non c’era più un agricoltore nella zona, dal momento che erano tutti scappati, in fuga dalla guerra. E le già poche risorse iniziarono presto a scarseggiare del tutto, tanto che ben presto i fanti spagnoli furono ridotti allo stremo e alla fame. Condizione critica che prestava il fianco all’attacco nemico. 

Che subito venne, nella forma di un imponente esercito caricato su un centinaio di navi al comando di Filippo di Hohenlohe-Neuenstein. Una situazione talmente sfavorevole che i fiamminghi offrirono agli spagnoli una resa onorevole. Che fu rifiutata dal comandante dei tercios, Francisco de Bobadilla.

Per far capitolare i nemici, i fiamminghi decisero così di aprire le dighe che tenevano a freno i fiumi della regione. Gli spagnoli ripiegarono alla spicciolata verso il Reno, trovando rifugio in una zona rialzata, a Empel, diventata un’isola circondata dall’acqua e da nemici.

Una situazione disperata. Accerchiati, sotto il fuoco dei cannoni e ridotti alla fame, agli spagnoli non restava altro che “vender cara la pelle”.

Francisco de Bobadilla inviò alcuni dei suoi soldati a scavare trincee, per sostenere l’ultimo assalto nemico. Tra i tanti, anche un fante alquanto rattristato dal cupo destino incombente.

Le cronache infatti narrano che spalava la terra preda di funesti pensieri, ché di fatto si stava scavando la fossa dove sarebbe morto e presumibilmente sepolto.

Non abbiamo dettagli su quanto avvenuto dopo; possiamo solo immaginare la pala che incappa in qualcosa di solido, giù, nella terra profonda. Il soldato che insiste, una, due volte, e infine si abbassa e scava con le sue mani per scoprire il motivo dell’inciampo.

Non è una pietra, come si aspettava, ma qualcosa di diverso. Le sue mani allora scavano un po’ meno sicure, mentre il fastidio, man mano che l’insolito oggetto si svela, lascia spazio alla curiosità.

Si accorge così che la pala ha incontrato un’immagine sacra, raffigurante la Madonna. L’Immacolata concezione per l’esattezza. Già perché il dogma è stato proclamato nel 1854, ma la devozione all’Immacolata è molto più antica: pare risalga agli inizi del secondo millennio.

Era la notte tra il 7 e l’8 dicembre, ovvero il giorno che secoli dopo sarebbe dedicato all’Immacolata. Ma il fante, ovviamente, non poteva saperlo.

Si può immaginare quel che successe dopo. Il soldato ne parla al suo diretto superiore, e seguendo l’ordine gerarchico, la notizia arriva al comandante in capo, mentre la voce si sparge tra i disperati dell’improvvisata isola, suscitando curiosità e stupore, alimentando conforto e speranze ormai spente.

Bobadilla prende l’accaduto per un segno divino. E, come accadde per la Croce che Costantino innalzò nella battaglia decisiva contro Massenzio, anche qui l’Immacolata viene issata sui vessilli spagnoli.

È così che notte seguente inizia a spirare un impossibile vento gelato, che intrappola le navi poste a presidio di Empel in una morsa di ghiaccio improvviso.

Un fatto imprevisto, che consente agli spagnoli di attaccare i vascelli avversari portando la carica sul mare ghiacciato e riportando un’altrettanto impossibile vittoria.

Una vittoria tanto inattesa che fece il giro della Spagna d’allora. E, sempre da allora, l’Immacolata fu eletta a patrona dei tercios spagnoli.

Quella che abbiamo raccontato è la storia del miracolo di Empel, come viene ricordato nelle cronache.

Una storia di guerra, che forse appare poco consona all’immagine abituale della dolcissima misericordia divina e dell’altrettanto dolcissima immagine della Beata Maria Vergine immacolata.

Ma le vie del Signore sono infinite e altrettanto infinitamente misteriose (basti pensare al legame tra il santo rosario e la battaglia di Lepanto).

Noi ci limitiamo semplicemente a riportarle così come sono, lasciando al mistero quel che è del mistero.

Ma anche perché ci ha colpito quella coincidenza cronologica, quell’8 dicembre che sarebbe diventato secoli dopo felice scadenza del calendario cristiano.

Infine perché, nel caso specifico, i soldatini di Cartacci rimandano appunto a battaglie bambine, tanto diverse da quelle reali, che pure imperversano in questo povero mondo dove tanti e potenti spirano violenza.

Così, anche il ricordo di un antico prodigio, ignoto ai più, può essere di conforto a quanti, nell’assordante frastuono dei conflitti che affliggono il mondo, reso ancora più forte e vicino dalla risonanza mediatica, attendono solo il manifestarsi dei miracoli del Signore.

Che soli confortano quanti ripongono in Lui la loro speranza. E possono cambiare vita e destini, rendendo possibile ciò che appare del tutto impossibile.

 

Nella foto sopra, il display di Cartacci, che ha vinto il Best of show, il premio più prestigioso, alla gara di pittura di monte San Savino, la più importante rassegna italiana e tra le più importanti del mondo. I soldatini sono stati realizzati da Maurizio Bruno. Sotto, il quadro che Augusto Ferrer-Dalmau ha voluto dedicare al “miracolo di Empel”, al quale Cartacci si è ispirato per il suo lavoro.

 

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