2 Aprile 2014

Il Dragone: tra nostalgie maoiste e apertura al mondo

Il Dragone: tra nostalgie maoiste e apertura al mondo
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Bo Xilai

Terremoto in Cina. «Le autorità di Pechino hanno sequestrato un tesoro da 15 miliardi di dollari a famigliari e alleati politici di Zhou Yongkang, 71 anni, ex capo della sicurezza nazionale e membro del comitato permanente del politburo. È la prima volta, in 65 anni, che uno dei nove “intoccabili” del Partito-Stato, se pure appena pensionato, viene messo sotto inchiesta per “violazione della disciplina”, ossia per corruzione». È l’incipit di un articolo della Repubblica del 1 aprile, a firma di Giampaolo Visetti. La guerra alla corruzione, dichiarata apertamente dal nuovo leader del Dragone Xi Jimping, giunge così a toccare un punto nevralgico del potere, dal momento che Yongkang è stato per un decennio a capo della sicurezza nazionale. Nell’articolo, il vero scontro di potere in atto: «Zhou Yongkang, due anni fa, si oppose all’ascesa di Xi al potere e fino all’ultimo difese il suo avversario, il carismatico ex leader neo-maoista Bo Xilai, condannato all’ergastolo in settembre. Nei mesi dello scandalo di Bo, accusato di aver coperto l’omicidio di una spia inglese commissionato dalla moglie Gu Xilai, a Pechino corsero voci di colpo di Stato e Xi Jinping, alla vigilia della nomina a segretario del partito, scomparve misteriosamente per due settimane. Zhou, in quei giorni, chiese che a succedergli come capo della sicurezza fosse proprio Bo» (titolo dell’articolo citato I 15 miliardi di Zhou l’intoccabile il sequestro che fa tremare Pechino).

Insomma, un vero sisma, che scuote nel profondo la Cina, E che oltre che uno scontro di potere interno, riguarda la proiezione mondiale del gigante asiatico. All’apice del suo potere, quando sembrava rappresentare il nuovo che avanza, Bo Xilai sognava una nuova rivoluzione culturale e un ritorno al maoismo duro e puro. Una prospettiva che avrebbe chiuso la Cina per altri decenni al mondo. Altra cosa rispetto alla prospettiva vincente di Xi Jinping, come dimostra l’attuale visita in Europa di quest’ultimo, la prima di un leader cinese nel vecchio continente. Come si evince, lo scontro tra le due prospettive non è ancora finito. Ovvi i risvolti internazionali di questo conflitto interno.

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