Lo Yom Kippur, la festa dell'espiazione, per quali peccati?
Tempo di lettura: 4 minutiOggi per gli ebrei è lo Yom Kippur, il giorno dell’espiazione dei peccati. Su Haaretz, Gideon Levy verga un sarcastico, dolente, drammatico, articolo sull’attualità di questa ricorrenza. Riportiamo.
Quest’anno, lo Yom Kippur dovrebbe essere abolito, probabilmente in modo permanente. Israele è già al di là del bene e del male. Gli ebrei sono incapaci di peccare, semplicemente perché tutto ciò che fanno è sempre giusto, morale, legale e persino sublime. Anche il digiuno deve essere abolito: quest’anno mangeremo come re, perché ce lo meritiamo.
Lasciate che i Gentili digiunino. Se lo meritano. Lasciate che Dio digiuni. Anche lui se lo merita dopo tutto quello che ci ha fatto. Lasciate che digiunino le migliaia di palestinesi detenuti che muoiono di fame, non gli ebrei che non hanno mai fatto del male a nessuno. Il digiuno è doveroso per i due milioni di rifugiati di guerra di Gaza. Loro meritano di digiunare, non noi. Noi meritiamo solo il bene e non abbiamo nulla di cui scusarci. Eravamo e rimaniamo un popolo eletto, una villa nella giungla. Una nazione di leoni non ha bisogno di scusarsi mai.
Se stasera in Israele si sentiranno le selihot (preghiere penitenziali), sapremo che Israele non ha imparato nulla dalla guerra dello Yom Kippur del 1973: l’erronea convinzione che Israele sia persino capace di peccare è ancora profondamente radicata.
In questa vigilia dello Yom Kippur, il mondo intero dovrebbe chiedere scusa a Israele. I palestinesi dovrebbero chiedere perdono per tutto ciò che hanno fatto agli ebrei dall’alba del sionismo. Per come hanno cercato di resistere alla creazione di uno stato straniero nella loro terra, per come osano ancora lamentarsi della Nakba e per come hanno cercato di resistere al progetto sionista che mira alla supremazia ebraica per sempre tra il fiume e il mare.
Come osano resistere vivendo nella gabbia di Gaza e della Cisgiordania? Sono loro che dovrebbero chiedere perdono. Per aver resistito all’occupazione, dovrebbero cercare l’espiazione nelle moschee; rivolgersi al loro Dio e dire: “Padre nostro, perdonaci perché abbiamo peccato, assolvici, Re nostro, perché abbiamo trasgredito”.
Anche tutte le nazioni del mondo dovrebbero chiedere scusa a Israele. Gli inglesi dovrebbero scusarsi per la Dichiarazione Balfour e per le sanzioni che cercano di imporre all’impresa più giusta, legale e morale del mondo, quella degli insediamenti. E, insieme a loro, tutti i Paesi europei che intendono seguire il loro esempio. Ci dispiace, coloni.
Negli Stati Uniti stasera la gente dovrebbe riunirsi per chiedere scusa in massa a Israele, perché il 67% degli americani ha cambiato la propria opinione su di esso in peggio e il 55% ha preso in considerazione l’idea di rivedere il continuo ingente afflusso di fortune a Israele. Chiunque abbia osato criticare Israele dovrebbe chiedere scusa.
Per cosa esattamente? Di cosa si può accusare Israele? Tutte le persone di coscienza nel mondo che non sono riuscite a rimanere in silenzio di fronte al massacro di mille neonati e 20.000 bambini devono chiedere scusa a Israele, prima che sia troppo tardi.
I 9.000 detenuti palestinesi imprigionati in Israele , la maggior parte senza processo, devono scusarsi stasera per aver occupato così tanto spazio e consumato così tante quantità di cibo e medicine. Scuse sono dovute anche ai contadini violenti per quei palestinesi che osano intralciare il loro cammino sulle proprie terre.
E sentite scuse vanno indirizzate ai soldati delle Forze di Difesa Israeliane. I soldati dell’Esercito della Salvezza Israeliano meritano le scuse più sentite stasera. Scuse a quanti hanno osato mettere in discussione la moralità di un esercito che ha ucciso quasi 100.000 persone.
Scuse ai soldati che hanno ucciso 200 persone per un solo ricercato, considerando ciò un “danno collaterale”. Scuse ai piloti che hanno sganciato bombe da una tonnellata sulle tendopoli e si sono tanto offesi quando qualcuno ha osato chiamarli assassini di bambini. Scuse a chi, in Israele e nel mondo intero, ha osato mettere in dubbio la purezza di cuore e le intenzioni dei nostri puri piloti e soldati.
Chiedo scusa ai fascisti israeliani, che sono stati definiti tali senza motivo. “E per i calunniatori, non ci sia speranza” (preghiera di Ne’ilah): chiedo scusa a quanti ora incitano al linciaggio contro i creatori dei “danni collaterali”. Rachel Szor e Yuval Abraham [i registi di Naza ndr] devono chiedere perdono stasera per aver osato dire la verità.
«Abbiamo agito con falsità, abbiamo dato cattivi consigli, abbiamo mentito, ci siamo ribellati, abbiamo provocato… abbiamo trasgredito». Noi, in Israele e in tutto il mondo, tutti coloro che hanno osato gettare discredito sullo Stato ebraico e sulla sua società esemplare, dobbiamo stasera chiedere scusa con tutto il cuore. Noi, e nessun altro.
Nulla da aggiungere.



