14 Maggio 2014

Il Papa e il dono della fortezza, nell'ordinario e nelle situazioni estreme

Il Papa e il dono della fortezza, nell'ordinario e nelle situazioni estreme
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All’Udienza generale del 14 maggio il Papa ha parlato del dono della fortezza, accennando alla parabola del seminatore e spiegando: «Con il dono della fortezza, invece, lo Spirito Santo libera il terreno del nostro cuore, lo libera dal torpore, dalle incertezze e da tutti i timori che possono frenarlo, in modo che la Parola del Signore venga messa in pratica, in modo autentico e gioioso. E’ un vero aiuto questo dono della fortezza, ci dà forza, ci libera anche da tanti impedimenti».

Tale fortezza a volte è testimoniata in situazioni estreme, ha proseguito Francesco, «La Chiesa risplende della testimonianza di tanti fratelli e sorelle che non hanno esitato a dare la propria vita, pur di rimanere fedeli al Signore e al suo Vangelo. Anche oggi non mancano cristiani che in tante parti del mondo continuano a celebrare e a testimoniare la loro fede, con profonda convinzione e serenità, e resistono anche quando sanno che ciò può comportare un prezzo più alto».  Ma è un dono che accompagna anche la vita ordinaria dei cristiani: «Quanti uomini e donne – noi non sappiamo i loro nomi – che onorano il nostro popolo, onorano la nostra Chiesa, perché sono forti: forti nel portare avanti la loro vita, la loro famiglia, il loro lavoro, la loro fede. Questi nostri fratelli e sorelle sono santi, santi nel quotidiano, santi nascosti in mezzo a noi [] Ne abbiamo tanti! Ringraziamo il Signore per questi cristiani che sono di una santità nascosta: è lo Spirito Santo che hanno dentro che li porta avanti! E ci farà bene pensare a questa gente: se loro fanno tutto questo, se loro possono farlo, perché non io? E ci farà bene anche chiedere al Signore che ci dia il dono della fortezza».

Ha poi aggiunto che il dono della fortezza deve costituire «un nota di fondo del nostro essere cristiani, nell’ordinarietà della nostra vita quotidiana».

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