30 Ottobre 2025

Israele: l'annessione neanche troppo nascosta della Cisgiordania

di Davide Malacaria
Israele: l’annessione neanche troppo nascosta della Cisgiordania
Tempo di lettura: 3 minuti

“In Cisgiordania, nessuno ha sentito parlare del cessate il fuoco a Gaza: né l’esercito, né i coloni, né l’Amministrazione Civile e, naturalmente, nemmeno i 3 milioni di palestinesi che vivono sotto la loro tirannia. Non percepiscono minimamente la fine della guerra”. Questo l’incipit di un articolo di Gideon Levy su Haaretz, del quale riportiamo ampi brani.

It's No Longer Possible to Be a Palestinian in the West Bank

“Da Jenin a Hebron, non si intravede alcun cessate il fuoco. Da due anni in Cisgiordania regna il terrore, con la copertura della guerra nella Striscia, che funge da pretesto discutibile e da cortina fumogena, e non c’è segno che stia per finire”.

“Tutti i decreti draconiani imposti ai palestinesi il 7 ottobre rimangono in vigore; alcuni sono stati inaspriti. La violenza dei coloni prosegue, così come il coinvolgimento dell’esercito e della polizia nelle incursioni. A Gaza si registra un calo delle vittime e degli sfollati, ma in Cisgiordania tutto continua come se non ci fosse nessun cessate il fuoco”.

E mentre Trump proclama che la Cisgiordania non sarà mai annessa, “alle sue spalle Israele sta facendo tutto il possibile in Cisgiordania per distruggere, espropriare, abusare e impedire ogni possibilità di vita”.

“A volte sembra che il capo del Comando Centrale delle IDF, Avi Bluth, essendo leale e obbediente al suo superiore – il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich […] – stia conducendo un esperimento umano, insieme ai coloni e alla polizia: vediamo quanto possiamo tormentarli prima che esplodano”.

“La speranza che la loro sete di violenza si placasse insieme agli scontri di Gaza è stata infranta. La guerra nella Striscia era solo una scusa. Dal momento che i media evitano la Cisgiordania e alla maggior parte degli israeliani – e degli americani – non importa davvero cosa vi succede, il tormento può continuare. Il 7 ottobre è stata davvero un’occasione storica per i coloni e i loro complici per fare ciò che non osavano fare da tempo”.

“Non è più possibile essere palestinesi in Cisgiordania. Non è stata distrutta come Gaza, non sono morte decine di migliaia di persone [ma migliaia sì ndr.], però la vita è diventata impossibile. È difficile immaginare come la morsa di ferro di Israele possa persistere ancora a lungo senza un’esplosione di violenza – stavolta giustificabile”.

“Tra i 150.000 e i 200.000 palestinesi che vivono in Cisgiordania, che in precedenza lavoravano in Israele da due anni sono disoccupati. Due anni senza un solo shekel di reddito. Anche gli stipendi di decine di migliaia di dipendenti dell’Autorità nazionale palestinese hanno subito una significativa riduzione a causa della trattenuta da parte di Israele delle entrate fiscali che raccoglie per conto dell’Autorità Nazionale Palestinese [sic]”.

“Povertà e disagi sono ovunque. Così come i posti di blocco e i controlli; mai prima d’ora ce n’erano stati così tanti, certamente non per un periodo così prolungato. Ora ce ne sono centinaia [“quasi 1000” sono stati eretti dopo il 7 ottobre, come riporta il Washington Post ndr.]. Ogni singolo insediamento ha cancelli di ferro chiusi o che si aprono e chiudono a turno. Non c’è modo di sapere quale sia aperto e quale no – e, cosa più importante, quando. È tutto arbitrario. Tutto ciò è dovuto alle pressioni dei coloni, che hanno fatto delle Forze di Difesa Israeliane il loro servo obbediente […]”.

Israel has erected nearly 1,000 barriers in the West Bank during the war in Gaza, group says

“Circa 120 nuovi insediamenti, quasi tutti violenti, sono stati eretti da quel maledetto 7 ottobre, occupando decine di migliaia di acri, tutti con il sostegno dello Stato. Non passa settimana senza che vengano creati nuovi insediamenti; senza precedenti è anche la portata della pulizia etnica, che poi è l’obiettivo di tutto questo: Hagar Shezaf ha riferito venerdì che, durante la guerra di Gaza, gli abitanti di 80 villaggi palestinesi della Cisgiordania sono stati costretti a fuggire per salvarsi la vita, incalzati dalla paura per i coloni che avevano rubato le loro terre. Il volto della Cisgiordania cambia ogni giorno. Lo vedo con i miei occhi stupiti. Trump può vantarsi di aver fermato l’annessione, ma l’annessione è più radicata che mai”.

“[…] La Cisgiordania, non meno della Striscia, invoca un urgente intervento internazionale. Soldati – americani, europei, emiratini o persino turchi – qualcuno deve proteggere i loro indifesi residenti. Qualcuno deve salvarli dalle grinfie dell’IDF e dei coloni”.

 

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