12 Settembre 2013

La fame del mondo e il cibo sprecato

La fame del mondo e il cibo sprecato
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«Ogni anno costa quanto il Prodotto interno lordo di Turchia e Svizzera messe assieme, e produce inquinamento pari a 3.3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. È lo spreco mondiale di prodotti alimentari, tema spesso sottovalutato, al centro invece dell’ultimo studio della Fao. Presentato ieri a Roma dal direttore generale Josè Graziano de Silva, il “Rapporto sulle conseguenze ambientali dello spreco di prodotti alimentari” elenca i tanti danni che ne derivano: in primis, arriva a costare 750 miliardi di dollari all’anno. Il volume dello spreco è stimato in 1.6 miliardi di tonnellate di “prodotti primari”, mentre quello di cibo commestibile è pari a 1.3 miliardi di tonnellate […]. Secondo il rapporto, nel 2007 si sono utilizzati 1.4 miliardi di ettari per produrre alimenti poi andati sprecati, pari al 28% del suolo agricolo mondiale e pari all’intero territorio della Federazione russa».

Lo spreco comporta anche inquinamento ambientale, e tanto, come anche il conseguente spreco di risorse idriche usate per produrre prodotti inutili: l’equivalente di acqua che «ogni anno si riversa nel fiume Volga».

Uno studio ancora più allarmante, se si tiene conto che la Fao prevede che «la produzione alimentare mondiale dovrà aumentare entro il 2050 del 60% per rispondere alla domanda crescente». Così un articolo di Andrea D’Agostino, pubblicato sull’Avvenire del 12 settembre con il titolo Fao: “Il cibo sprecato ci costa 750 miliardi”. Uno Studio che fa riflettere, dal momento che il pensiero corre ai tanti che in questo mondo non hanno da mangiare. Urgono correttivi. 

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