10 Marzo 2014

Nuove tecniche per le guerre moderne

Nuove tecniche per le guerre moderne
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Ospite del blog di Beppe Grillo, Marcello Foa ha spiegato quel che è accaduto in Ucraina, ricordando che le guerre morderne vivono dei mezzi di comunicazione, spiegando come «dalla fine degli anni Novanta si applicano tecniche di occupazione del potere molto diverse rispetto a quelle» del passato. «Funziona così: proteste di piazza in apparenza spontanee sono in realtà pianificate con cura e guidate per il tramite di Organizzazioni non governative, associazioni umanitarie e partiti politici; in un crescendo di operazioni pubbliche amplificate dai media internazionali e con appoggi all’interno delle istituzioni, in particolare dell’esercito, che finiscono per provocare la caduta del “tiranno”. Si fa salire la tensione, le proteste, fino al momento in cui il Presidente, per quanto in apparenza potente, cede e va via». Così è stato nelle rivoluzioni colorate che hanno imperversato nei Paesi ex sovietici, così in Serbia per Milosevic, nell’Egitto di Mubarak, nella Tunisia di Ben Alì, nella Libia di Gheddafi e nella Siria di Assad (quest’ultima però con destino diverso). Ma in Ucraina si è avuta una variante «inquietante» allo schema: accanto «a migliaia di pacifisti sinceri e disinteressati che nemmeno riuscivano a leggere questi disegni, sono apparsi degli estremisti neonazisti impresentabili che per la prima volta, rispetto ad altre rivoluzioni pacifiste, hanno usato delle tecniche di guerriglia sofisticate: assalto ai ministeri, barricate, bombe molotov e con modalità ulteriori molto sorprendenti e inquietanti, perché in questi giorni abbiamo avuto la prova che dei cecchini hanno sparato sia sui manifestanti, sia sull’esercito, facendo però ricadere la colpa su Yanukovich. Tutto questo ovviamente per fomentare il caos che poi ha portato alla caduta di Yanukovich».

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