14 Febbraio 2013

Notes, 14 febbraio 2013

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La Sua Chiesa. «Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo». Così il Papa, prima dell’Udienza generale del 13 febbraio, parlando delle sue dimissioni. E in questa frase c’è tutto un Pontificato. In fondo il problema della Chiesa non sono i peccati dei suoi membri, siano essi anche eminenti (i peccati nella Chiesa ci sono sempre stati), ma sta tutto in questa frase: se la Chiesa è di Gesù, oppure se diventa altro. Allora, in questo secondo caso, anche il peccato cambia natura: non più peccato umano, fragilità umana, ma altro e diverso, più occulto e perverso. 

A questo proposito sovviene, soccorre, quanto diceva don Luigi Giussani nel febbraio 1995, tante volte ripetuto da don Giacomo Tantardini: «Noi siamo in un tale degrado universale che non esiste più niente di ricettivo del cristianesimo se non la bruta realtà creaturale. Perciò è il momento degli inizi del cristianesimo, è il momento in cui il cristianesimo sorge, è il momento della resurrezione del cristianesimo. E la resurrezione del cristianesimo ha un grande unico strumento. Che cosa? Il miracolo. È il tempo del miracolo. Bisogna dire alla gente di invocare i santi perché sono stati fatti per questo». Oggi queste parole suonano più attuali che mai.

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