4 Dicembre 2013

Notes, 4 dicembre 2013

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Piazze. Per lungo tempo le pagine dei media cattolici, anche italiani, hanno rilanciato nel mondo l’immagine delle folle scese in piazza in Francia contro il presidente Franςois Hollande per protestare contro l’introduzione delle nozze-gay nelle legislazione transalpina. Folle adunate per difendere uno dei valori più importanti del cristianesimo, che è sacramento del Signore.

E però si nota come folle simili, o almeno uno sparuta porzione di quell’ingente gregge, non sono state in grado di adunarsi per altro motivo che non sappiamo se sia più importante, ma che certo è decisivo per il destino di tante vite e per il Medio oriente: la guerra in Siria, dove si sta giocando la presenza cristiana nella terra di Gesù (dopo la Siria, il Libano e via destabilizzando); dove cristiani sono quotidianamente uccisi nei modi più feroci e soffrono le privazioni della guerra e il terrore che promana da miliziani finanziati e sostenuti dall’estero. In particolare da quella Francia contro la quale quelle stesse folle erano state adunate.

Evidentemente la sorte dei cristiani nella terra di Gesù ha meno importanza o forse è meno sentita. Non è un giudizio il nostro, ma una mera constatazione che desta domande.

Tra l’altro la cosa non riguarda solo la Francia. Facciamo solo un esempio: abbiamo assistito in questi anni a diversi raduni dei movimenti in Piazza San Pietro. Che hanno attirato in Vaticano centinaia di migliaia di persone. Quando, incombente l’intervento militare Usa in Siria, il Papa aveva chiamato i fedeli nella stessa piazza a una veglia di preghiera per chiedere al Signore il dono della pace, i giornali riportarono una presenza di circa 200 mila persone. Insomma, basta fare due conti e si capisce che non c’è stata una grande mobilitazione da parte di ambienti associativi organizzati.

Ci limitiamo a registrare il dato. Ma val la pena approfondire. Ci torneremo.

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