30 Aprile 2014

David Hockney, Paesaggio

David Hockney, Paesaggio
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È sempre un piacere trovarsi di fronte un’opera di David Hockney, il pittore più disimpegnato che ci sia. È inglese, ha 77 anni, ed è stato reso famoso da grandi tele dipinte a Los Angeles, con soggetti che si tuffano in azzurrissime piscine. È un edonista fatto e finito, che non si pone molti problemi di contenuti rispetto ai quadri. Pensa di aver il dono di saper guardare e godere di ciò che vede. Il talento fa poi il resto.

Da qualche tempo, Hockney, con la vivacità e la curiosità che lo ha sempre contraddistinto, ha scoperto l’iPad e ha iniziato a “dipingere” usando l’applicazione Brushes. Non ci ha impiegato molto a capire la potenzialità di quello schermo che aveva le dimensioni esatte dei suoi taccuini da disegno: il 27 gennaio 2010 Steve Jobs lo aveva lanciato sul mercato e il 6 aprile dello stesso anno Hockney aveva mandato via mail ad un amico il suo primo lavoro fatto con quella tavoletta magica. Da allora non ha mai smesso. Ha fatto anche delle mostre. Una se ne è appena aperta, a Londra, alla Galleria Annely Juda. Titolo: The arrival of Spring. Perché il bello dell’Ipad è che si possono fare mostre quasi in diretta: a primavera, sulla primavera. Sono decine e decine i lavori che Hockney ha fatto in questi quattro anni. E gli amici sanno quale sia la sorpresa e la felicità di vederseli arrivare via posta elettronica. Appaiono improvvisamente nelle caselle mail, opere d’arte originali a tutti gli effetti. Sceglierne uno per questa rubrica non è stato semplice, perché quando li guardi, ti ingolosiscono tutti. E inoltre sono tutti di formato verticale. La scelta alla fine è caduta su questo Paesaggio dipinto dalla finestra di casa all’alba. Si vedono delle meravigliose nuvole rosa che sembrano dipinte nel cielo e si vede soprattutto un fragoroso sole che irrompe con tutta la gioia di un inizio: l’inizio di una nuova giornata.

Come tutte le immagini di Hockney anche questa è esito di un istante, e questa velocità imprime in loro una freschezza che non si perde. Tra i soggetti preferiti da Hockney, oltre ai paesaggi, ci sono anche fiori. E sono davvero fiori sempre freschi le immagini che ci mette davanti agli occhi, dai colori vibranti e dalle forme trepidanti. Immagini senza prosopopea e senza presunzione, che guardiamo ad occhi sgranati come se ci restituissero la capacità di meravigliarci di quando si era bambini. Hockney dipinge con l’avidità ingenua dei bambini, che non vogliono farsi scappare niente, e ai quali risulta sempre tutto facile. Facilità che è poi la strada più diretta per la felicità…

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