30 Maggio 2013

Frode fiscale, Ciancimino jr arrestato E il dibattimento rischia di arenarsi

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La procura di Bologna ha spiccato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Massimo Ciancimino: i magistrati gli contestano di far parte di un’associazione a delinquere che avrebbe evaso il fisco per 30 milioni di euro. È la terza volta che il figlio dell’ex sindaco di Palermo finisce in cella: c’era andato una prima volta con l’accusa di aver riciclato il tesoro del padre (arricchitosi grazie alle sue collusioni con la mafia) e una seconda con quella di calunnia nei confronti dell’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Il problema è che Ciancimino jr è un teste importante del processo sulla trattativa tra Stato e mafia, dal momento che furono proprio le sue dichiarazioni, riscontrate, ad avviare le indagini. Malumori presso la procura di Palermo, che non era stata informata dell’iniziativa dei colleghi di Bologna. Anche il fratello di Paolo Borsellino ha esternato la sua sorpresa per l’arresto e ha invitato Ciancimino jr a vigilare sui caffè: teme che faccia la fine di Sindona.

Il processo sulla trattativa tra Stato e mafia, appena iniziato a Palermo, rischia di perdere un teste chiave. Da ieri per i magistrati palermitani sarà più difficile diradare le tante ombre che si sono allungate sull’Italia nei primi anni Novanta.

 

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