12 Settembre 2013

"Letta pensi più al Paese che alla sedia" Renzi attacca e spinge per il Congresso

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Va a definirsi il regolamento del Congresso del Pd e, con questo, anche le scadenze dello stesso. Anche per questo Renzi, la cui incoronazione a segretario è data per scontata, scalda i muscoli e attacca. L’obiettivo principale è Letta, del quale spera di prendere il posto al più presto, ma anche i compagni di partito a lui avversi, ai quali ha rimproverato di salire sul carro del vincitore, spiegando che il carro, a Firenze, «per tradizione a Pasqua esplode». Immagine infausta, ma il ragazzo è così e ha costruito la sua ascesa politica grazie a slogan e battute fulminanti più che con contenuti. Un eloquio semplice e diretto, che ai tempi di twitter ha una certa presa.

Si è dibattuto in questi ultimi giorni sulla sua giovinezza nelle fila della Dc, che in qualche modo ieri ha rivendicato, spiegando che «ci sono democristiani e democristiani, bisogna vedere se sei più Andreatta o più Andreotti». Frecciata ancora una volta diretta contro Letta, al quale in passato ha rimproverato di ispirarsi ad Andreotti più che al collega dal profilo anglosassone.

In effetti Renzi avrebbe potuto essere un Dc, ai tempi in cui la balena bianca navigava i mari italiani. Ma di seconda fila: un ragazzo di bottega di qualche democristiano di medio calibro. Ed è il dramma di certo giustizialismo che imperversa nella sinistra italiana: che ha rigettato il Berlinguer del compromesso storico per scegliere quello della questione morale, ha combattuto gli statisti della Democrazia cristiana per mettersi nelle mani di una figura da sottobosco Dc.

Resta da vedere se quello che ad oggi appare un destino manifesto si avvererà nelle forme e nei modi auspicati dal sindaco di Firenze e dai suoi sostenitori. Le variabili in campo sono tante e di imprevedibile sviluppo.

 

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