28 Settembre 2013

Obama-Rohani la telefonata della storia

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Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato al mondo di aver telefonato al presidente iraniano. Un annuncio preceduto di poco da un tweet dello stesso Rohani del medesimo tenore. Una mossa che è stata anche una risposta a quanti avevano sottolineato in maniera negativa il mancato incontro tra i due, pronosticato come possibile nell’ambito dell’assemblea generale dell’Onu appena conclusa.

Con questa telefonata, e la sua pubblicizzazione, Barack Obama ha detto al mondo che intende fare sul serio. Come anche il suo omologo persiano.

D’altronde anche l’incontro tra il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e il Capo del Dipartimento di Stato Usa John Kerry, avvenuto ai margini dell’assemblea Onu, era andato bene.

l’Iran si sta proponendo come interlocutore non solo per risolvere la controversia del proprio sviluppo nucleare, al centro delle preoccupazioni israeliane, ma anche per risolvere la complessa situazione siriana. E gli Stati Uniti sembrano molto interessati all’offerta. Ma stupiscono i tempi di questa distensione dopo decenni di gelo tra le due nazioni: un’accelerazione improvvisa, come a bruciare le tappe. Così da prendere in contropiede i tanti falchi che tentano in ogni modo di ostacolare questo dialogo carico di speranze e di attese. 

 

Ai margini di quest’opera di distensione, una piccola buona notizia per l’Italia: il presidente Rohani, in una conferenza stampa, ha chiesto che anche l’Italia si sieda al tavolo delle trattative sul nucleare iraniano, il famoso 5 + 1. Da tempo l’Italia non era entrata in maniera così significativa in una controversia internazionale di tale importanza (forse dai tempi di Andreotti). La richiesta del presidente iraniano seguiva un incontro con il presidente del Consiglio Enrico Letta. Purtroppo il precipitare della situazione italiana rischia di far saltare anche questo. Al di là delle opportunità economiche che tale ruolo dischiude al nostro Paese, l’iniziativa del presidente dell’Iran è anche una richiesta di aiuto per favorire la risoluzione di controversie che hanno rischiato, di recente, di sprofondare il mondo in una guerra mondiale. Chi sta causando la crisi di governo in Italia, da destra e da sinistra, porta responsabilità anche su questo piano. 

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