22 Giugno 2013

Paolo VI, Papa Francesco e l'Evangelii Nuntiandi

Paolo VI, Papa Francesco e l'Evangelii Nuntiandi
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Papa Montini il giorno dell’elezione

Il 21 giugno di cinquant’anni fa veniva eletto papa l’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini. Riportiamo un passaggio tratto da un articolo di Marco Roncalli (titolo: La scelta del nome nel segno dell’evangelizzazione) pubblicato da Avvenire in occasione della ricorrenza: l’8 dicembre 1975, «prima della conclusione dell’Anno santo, Paolo VI firma l’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi […]. In questo testo papa Montini spiega chiaramente che evangelizzare non significa solo “predicare il Vangelo in fasce geografiche sempre più vaste o a popolazioni sempre più estese”, ma anche “raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell’umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della salvezza”. Inoltre auspicando pieno “fervore dello spirito” esorta a conservare “la dolce e confortante gioia d’evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime”. Ebbene, grazie al cardinale Jaime Ortega che le ha rivelate in un’omelia a Cuba, il 23 marzo scorso, sappiamo che proprio queste sono state le parole pronunciate dal cardinale Jorge Mario Bergoglio nella Congregazione generale dei cardinali prima di entrare in Conclave. Il manoscritto consegnato da Bergoglio a Ortega comincia proprio con un rimando all’Evangelii nuntiandi“Si è fatto riferimento alla evangelizzazione. È la ragione per la Chiesa. ‘Conserviamo la dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre […] sia annunziato e la Chiesa sia impiantata nel cuore del mondo’ (Paolo VI). Quindi il testo del futuro Francesco così chiudeva: “Pensando al prossimo Papa, c’è bisogno di un uomo che dalla contemplazione e dall’adorazione di Gesù Cristo aiuti la Chiesa a uscire da se stessa verso la periferia esistenziale dell’umanità, in modo da essere madre feconda della ‘dolce e confortante gioia di evangelizzare».

 

Nota a margine. Un parallelo, quello tra Paolo VI e papa Francesco, che il nostro sito, nel suo piccolo, aveva già fatto in un articolo pubblicato qualche tempo fa, nel quale si parlava delle numerose corrispondenze tra il papa ambrosiano e l’attuale Pontefice sudamericano.

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