9 Novembre 2012

Gli Usa hanno bisogno di un partito repubblicano disposto al compromesso

Gli Usa hanno bisogno di un partito repubblicano disposto al compromesso
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«Il Gop (Grand old party, partito repubblicano ndr.) ha perso due elezioni presidenziali consecutive perché ha costretto il proprio candidato a scegliere delle posizioni talmente estreme e folli per superare le primarie, in cui domina una base ultraconservatrice, da rendergli impossibile il riavvicinamento al centro necessario a correre nelle elezioni nazionali. Non basta che i repubblicani, in privato, dicano ai loro colleghi democratici – come alcuni di loro fanno – “mi piacerebbe poterti aiutare, ma la nostra base è folle”. Devono sottoporsi a una riforma interna. Il centrodestra deve vedersela con la destra estrema, se non vuole restare a lungo un partito di minoranza». Così Thomas Friedam sulla Repubblica dell’8 novembre.

L’articolo del giornalista americano prosegue analizzando la drammatica situazione, non solo economica, che attanaglia gli Stati Uniti. Una sfida che impegnerà non poco Obama in questo secondo mandato. E commenta: «Quella sfida richiederà nuovi livelli di inventiva politica – una combinazione tra riforme dell’istruzione e una collaborazione mai vista prima tra imprese, università e governo, che cambi il modo in cui i lavoratori vengono addestrati e spinti a imparare ad apprendere. Richiederà delle riforme fiscali e delle leggi sull’immigrazione. L’America oggi ha disperato disogno di un Gop di centrodestra che offra a tutti questi problemi delle soluzioni basate sul merito e sul mercato. E sia disposto a tendere la mano ai propri rivali, venendo loro incontro a metà strada. Il Paese ha bisogno di una collaborazione pratica e bipartisan, e ricompenserà i politici che la metteranno in atto e punirà quelli che non lo faranno».

 

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