16 Marzo 2015

I soldi alla Grecia? Per ripianare i buchi delle banche europee

I soldi alla Grecia? Per ripianare i buchi delle banche europee
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Sulla Repubblica del 15 marzo l’intervento del ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis a Cernobbio, tradizionale meeting dell’imprenditoria italiana. Così Varoufakis: «La Grecia è fallita,

lo era già nel 2010 ma si è voluto fingere che non fosse così per trasferire le perdite delle banche francesi e tedesche sui contribuenti europei che hanno versato sempre nuovi prestiti ad Atene».

 

Nota a margine. Per avere idea della fondatezza delle parole di Vanoufakis, si può rileggere un nota già pubblicata. Così, al di là delle cortine di fumo esoteriche proprie di tante interpretazioni della finanza moderna, di fatto i soldi erogati ad Atene in questi anni sono confluiti nelle banche francesi e tedesche ripianandone i buchi. Atene resta in crisi più o meno come prima, mentre i bilanci degli Stati europei (quelli che hanno a che vedere con i soldi dei contribuenti usati per ripianare i debiti delle banche di cui sopra), che al tempo non risentivano affatto della crisi greca, ora ne sono gravati. 

 

Altra considerazione: mentre nel 2010 era impensabile una Grexit, perché avrebbe comportato seri rischi per le banche che avevano investito i risparmi dei cittadini europei in modo folle, ingolfando le loro filiali greche di titoli spazzatura, ora invece l’uscita della Grecia dall’area euro è una possibilità ventilata. A rimetterci sarebbero, del caso, i cittadini europei, greci compresi. Fotografia icastica delle priorità che guidano le scelte politiche in sede Ue.

 

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