5 Aprile 2026

Beato Angelico, la Resurrezione di Gesù

di Giuseppe Frangi
Beato Angelico, la Resurrezione di Gesù
Tempo di lettura: 2 minuti

Siamo alla Cella n. 8 del convento di San Marco a Firenze. Qui il Beato Angelico, un artista che in quest’anno tanti hanno avuto modo di riscoprire ed amare grazie alla stupenda mostra a Firenze, ha dipinto sulla parete la scena delle pie donne al Sepolcro.

Marco nel suo Vangelo ci dice che erano in tre, Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Maria Salome. Nella scena però l’Angelico ne immagina quattro perché aggiunge Maria, arrivata anche lei con gli oli aromatici per completare l’unzione del corpo di Gesù, sepolto il giorno prima in tutta fretta: la si riconosce in quanto porta la luce di una stella sulla testa, forse memoria della profezia di Balaam raccontata nel Libro dei Numeri.

Solo Maria di Magdala si stacca dal gruppo che si è fermato ai lati del Sepolcro. Lei, sulla spinta di un’indole appassionata, ha voluto fare un passo in più, avvicinandosi all’Angelo e chinandosi su quella cavità rimasta vuota. Angelico in questo modo fissa una delle immagini più reali e persuasive di un qualcosa che non può essere rappresentato: la Resurrezione.

La Maddalena chinandosi si protegge lo sguardo con la mano, come se dovesse ripararsi da un eccesso di luce. In realtà la cavità è buia e lei in quel modo istintivo reagisce semplicemente  al presentimento di quel qualcosa di inimmaginato che è accaduto. È uno scuotimento di tutta se stessa, tant’è vero che per reggersi deve anche appoggiare la mano al sepolcro.

La proiezione di quel suo presentimento è alle sue spalle, visualizzato in modo delicato e geniale dal pittore: nella mandorla, con il labaro e i segni della passione, c’è Gesù risorto. Non è un’apparizione strana: è l’immagine di ciò di cui la Maddalena ha preso coscienza in quell’istante e che l’ha scossa e commossa sino al più profondo del suo essere.

Quello che il Signore aveva annunciato e promesso era evidentemente accaduto. Ne avrebbe avuta testimonianza diretta qualche momento più tardi, quando Gesù le sarebbe apparso nelle vesti di giardiniere (mi piace pensare che lo abbia fatto per depistare chi poteva dargli la caccia…). Ma ora è lì, con quella certezza che ha fatto irruzione nel suo cuore, davanti a quel sepolcro acceso di luce e svuotato dal suo contenuto di morte.

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