18 Aprile 2013

I finanziamenti del Qatar all'Egitto

I finanziamenti del Qatar all'Egitto
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Manifestazione in Egitto

«Il sostegno del Qatar ai Fratelli musulmani potrebbe ritorcerglisi contro. L’emirato ha dichiarato di non essersi schierato con il partito islamista al potere, ma che l’aiuto multimiliardario stanziato a favore del Paese è motivato dal fatto che un Egitto più forte rappresenta un bene per l’intero mondo arabo. Tuttavia, un certo scetticismo sulle motivazioni di Doha sta crescendo rapidamente. Il finanziamento erogato dal Qatar permette al Cairo di ritardare alcune riforme ritenute essenziali, mentre i problemi economici del Paese continuano a peggiorare». Così scrive Una Galani sulla Stampa del 18 aprile, che dettaglia come gli aiuti transitati da Doha all’Egitto ammontino, negli ultimi due anni, a 8 miliardi di dollari: 1 miliardo come sovvenzione, altri 4 depositati presso la Banca centrale e, la scorsa settimana, l’annuncio di un nuovo aiuto sotto forma di acquisto di titoli di Stato per altri 3 miliardi.

Prosegue la Stampa: «L’ampio sostegno offerto dal Qatar sembra anche aver incoraggiato il presidente Morsi a negoziare col Fmi, organizzazione che in Egitto non è affatto ben vista. E questo potrebbe aiutare i Fratelli musulmani a conquistare nuovi voti in previsione delle possibili elezioni parlamentari di ottobre. Il sospetto che Doha stia favorendo i Fratelli musulmani piuttosto che l’Egitto di per sé è stato ulteriormente alimentato dalla copertura di Al Jazeera, emittente televisiva di proprietà del Qatar, cosa interpretata da molti come un sostegno evidente al partito al potere».

 

 

Nota a Margine. Abbiamo riportato l’articolo di Una Galani perché di sicuro interesse. Ma occorre osservare che i Fratelli musulmani sono un ambito composito, in cui moderati convivono con ambiti più integralisti (e in Egitto sono forti anche partiti islamici ancora più integralisti). Insomma, una situazione complessa e precaria (vedi Spiragli) nella quale il denaro del Qatar, sostenitore di al Qaeda in Siria, potrebbe giocare un ruolo non secondario.

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