5 Novembre 2020

Vincent Van Gogh, Il buon samaritano

di Giuseppe Frangi
Vincent Van Gogh, Il buon samaritano
Tempo di lettura: 2 minuti

«Ho dipinto una copia del Buon Samaritano di Delacroix»: così scrive Vincent Van Gogh al fratello Teo agli inizi di maggio 1890. È ancora ricoverato nell’ospedale psichiatrico di Saint-Remy in Provenza, ma di lì a poco sarebbe tornato al nord per l’ultima brevissima stagione della sua vita.

È uno dei pochissimi soggetti religiosi dipinti da Van Gogh, ma è ben comprensibile la sua simpatia per quel soggetto: il tema della solidarietà umana è sempre al cuore dei suoi pensieri. Per di più in quel frangente, dopo oltre un anno trascorso in quel luogo, estromesso da ogni consesso sociale, forse era lui il primo a sentire il desiderio di essere abbracciato da un “buon samaritano”. Qualcuno che per il quale lui fosse il “prossimo”.

Van Gogh è anche un artista molto “obbediente”. Non ama reinventare soggetti che ritiene così profondi e importanti. Così si appoggia sull’immagine di un artista, Eugéne Délacroix, per il quale nutriva la massima venerazione. In sostanza si mette alla sua sequela.

Il momento scelto per rappresentare la scena è il più sintetico: il samaritano sta caricando sul suo cavallo il ferito dopo averlo medicato, come si evince dalla valigetta aperta per terra. In lontananza, piccoli e quasi inghiottiti dal paesaggio, si vedono i due personaggi, il sacerdote e il levita, che un po’ viscidamente sono passati oltre e proseguono la loro strada verso Gerico.

Il loro “nanismo”, che suona un po’ come una sentenza, è esasperato dal contrasto con l’energia fisica messa in campo, per necessità, dal soccorritore. È questo il dettaglio più bello e commovente del quadro: quel suo farsi carico del corpo del ferito nella dimensione concreta, quel suo inarcarsi per lo sforzo di sollevarlo e metterlo sul cavallo.

In un’epoca in cui domina la regola del distanziamento, quel corpo a corpo, così concreto e così disinteressato, un’immagine come questa ci fa respirare. Ci restituisce una dimensione piena dell’umano, dove anche il toccare abbia una sua piena cittadinanza.

Ed è bello pensare a Gesù che, messo sotto pressione da personaggi che lo vorrebbero mettere alla prova, sgombra il campo, proponendo una situazione che disarma tutti. Così da quelle sue parole così esperte e persuasive ognuno può capire che è innanzitutto Lui il Buon Samaritano che ogni volta ci raccoglie e ci cura. 

Giuseppe Frangi

Riquadri
24 Dicembre 2025
Lorenzo Lotto, Natività
Riquadri
14 Agosto 2025
Gaudenzio, l’Assunzione di Saronno
Riquadri
21 Aprile 2025
Velázquez, La domestica di Emmaus
Riquadri
24 Dicembre 2024
Giotto, Presepe di Greccio