4 Maggio 2017

L'Unione europea e le elezioni inglesi

L'Unione europea e le elezioni inglesi
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«Theresa May accusa gli europei di complottare per farle perdere le elezioni. Un’insinuazione clamorosa, nella quale il primo ministro britannico comprende i negoziatori della Ue e perfino la stampa del continente. “Tutte azioni deliberatamente orchestrate per influenzare il risultato del voto dell’8 giugno nel nostro Paese». Così Enrico Franceschini sulla Repubblica del 4 maggio.

 

Evocare complotti non porta bene ai politici che lo fanno. E però, e al di là dell’espressione più o meno felice, nella denuncia del primo ministro britannico c’è del vero. Non si tratta di complotti, ma di interessi, grandi interessi. Tante forze politiche, economiche e finanziarie, in Europa come in Inghilterra, non si sono rassegnate alla Brexit, come dimostra ad esempio l’insistenza sul tema dell’ex premier laburista Tony Blair.

 

Forze che ora puntano a vincere le elezioni dell’8 giugno per rimettere in discussione tutto. Cosa impossibile in astratto, ma possibilissima in pratica, dal momento che le procedure per la fuoriuscita dell’Inghilterra dalla Ue dureranno tempo.

 

D’altronde è nelle cose: la May ha indetto elezioni anticipate per consolidare il consenso politico sul suo operato, il cui focus è appunto la Brexit. Così facendo, di fatto, ha indetto un nuovo referendum sul tema, cosa peraltro auspicata da tempo dai suoi avversari.

 

Se alle ormai prossime elezioni francesi vince Emmanuel Macron le forze della globalizzazione, di cui egli è espressione, riprenderanno vigore. Anche in Inghilterra. Un cambiamento dei rapporti di forza che inevitabilmente avrà ripercussioni nelle elezioni di giugno.

 

Voci insistenti e incontrollate sulla salute sempre più precaria della Regina introducono un’altra variabile in questo gioco, dal momento che Elisabetta ha dato un contributo decisivo, seppur tacito, alla vittoria del Leave. Così “lunga vita alla Regina” non è più e solo un saluto ossequioso. Ha assunto i connotati di uno slogan politico.